come promesso, in questo post vi svelerò quello che sò sulla superstizione nell'antica Roma ma che non è presente nel libro di Angela dal quale solitamente traggo degli spunti per i miei post. Inizio col dirvi che gli Antichi Romani erano un popolo molto superstizioso, che credeva nei segnali che potenze oscure sembravano mandare loro tramite, per esempio, gli eventi atmosferici. Era importante per prima cosa mantenere il favore degli Dei offrendo loro sacrifici e onorandoli con statue votive e preghiere quotidiane. Troviamo tracce anche ai giorni nostri di queste pratiche, basta pensare a quando ci si reca a messa dove, il donare offerte fa parte della liturgia stessa. come promesso vi lascio con una curiosità: il numero 17 anche ai giorni nostri è considerato come "simbolo" della sfortuna... ma vi siete mai chiesti perchè? ad inventarselo, neanche a dirlo, sono stati i romani. se scriviamo 17 con le cifre romane risulta: XVII invertendo l'ordine delle cifre risulta la parola VIXI che corrisponde al verbo italiano "vissuto" e se allora uno è fissuto in questo momento sarà morto...
per non parlare del fatto che si trovano tracce della figura del licantropo, ovvero di persone che di notte si trasformano in lupo seminando terrore, anche nella cultura degli antichi romani. ma visto che siamo in un periodo nel quale si usa fare gli auguri, sapete da cosa deriva questa usanza? nell'impero romano c'erano gli "àuguri" ovvero persone che osservando il cielo cercavano di carpire messaggi celesti positivi o dei presagi di sventura...detto ciò, chiudo. Ciao!
"La Farfalla che vola senza ali"
16 anni fa
